La rassegna reggiana di  Movievalley Fest 13ma edizione, conclusa con un ricco programma serale

La rassegna reggiana di Movievalley Fest 13ma edizione, conclusa con un ricco programma serale

aprile 1, 2025 0 Di Cinema in viaggio

Dopo la mattinata musicale ed attoriale della rassegna reggiana di Movievalley Fest la serata si è svolta nell’Aula Magna dell’Università di Reggio Emilia con un ricco programma e con la premiazione dei tre vincitori del bando “Stagioni da tutelare. La montagna specchio del cambiamento climatico”. Tre cortometraggi che hanno conquistato il riconoscimento grazie alle immagini e al messaggio potente, che in tutti gli elaborati ha lo scopo di affrontare il tema del cambiamento climatico, usando la grande forza comunicativa delle immagini filmiche.

Dopo i saluti del prorettore Giovanni Verzellesi e del vicesindaco Lanfranco de Franco, nell’Aula Magna dell’università di Reggio Emilia, la parte conclusiva della giornata organizzata da Movievalley Fest 13ma edizione, ha preso il via.

E’ iniziata con la proiezione di cinque corti internazionali tematici vincitori o finalisti al Festival. Dal corto bhutanese “Farm to fork”, al problema della siccità in Turchia con “Ada the island” fino all’emergenza relativa alla plastica in “Organic Baby” e “Plastic Ville”. Con la presenza in Aula Magna del console di Svezia e Norvegia Gianni Baravelli, spazio anche allo spot “Smart city Sweden”, in cui vengono presentati dati e novità sul paese scandinavo, per quanto riguarda i passi avanti fatti sulla sostenibilità.

Il console Baravelli ha inoltre partecipato al talk show che ha seguito la proiezione iniziale, in un confronto sulle principali preoccupazioni relative al cambiamento climatico, insieme ad altri esperti del settore ambientale e del settore cinematografico. “Il cinema deve trovare un linguaggio adatto per parlare del cambiamento climatico, ed è la sfida più grande. È stato strutturato un linguaggio attorno all’essere umano, dai piani ripresa fino alle varie immagini. Il cambiamento climatico è in una scala diversa, che spesso non è umana”, ha commentato durante il dibattito Giacomo Tagliani, docente di Unimore. “Per produrre le derrate alimentari spendiamo in energia, Natura, sprechiamo troppo, questo ci deve scuotere. Il nostro lavoro è quello di selezionare colture che possano adattarsi meglio al cambiamento climatico, colture che hanno bisogno di meno risorse. Non ci possiamo più permettere questo spreco. Il 99% degli scarti vanno chiamati coprodotti, non scarti”, ha spiegato il docente Andrea Pulvirenti. Sull’argomento è intervenuta anche Francesca Despini, dell’osservatorio geofisico di Unimore, che ha analizzato le difficoltà del nostro pianeta verso le incertezze del futuro: “L’effetto del cambiamento climatico si declina a livello globale, ma anche locale. Il 2024 è stato il primo anno in cui è stata superata la soglia degli 1,5 gradi, che era stata stabilita negli accordi di Parigi per evitare problemi. La visione globale è fondamentale, perché tutti dobbiamo agire insieme per avere politiche necessarie per migliorare. In Emilia-Romagna abbiamo vissuto periodi di piogge estreme che ci hanno portato a danni importanti”. Tra i relatori del talk show, presenti anche Mahmut Tas, Ilaria Brandolese, rispettivamente i registi di “Ada the island” e “Plastic Ville”, e il regista e sceneggiatore Guglielmo del Sante; a tutti sono state consegnate le borse Naturasì, con prodotti alimentari bio.

La proiezione del video installazione dell’artista Filomena Guzzo, realizzato tra le stanze di Palazzo Belloni a Bologna e legato al tema della plastica, ha preceduto la performance musicale di Canseli Bazak Cifci. La violoncellista turca, indelegante ossando un abito nero di carta realizzato dalla stessa Filomena Guzzo, si è esibita con il brano “Barcarola”, scritto per la serata dal compositore Gian Marco Verdone sul tema del cambiamento climatico.

L’evento è terminato con la proiezione e la premiazione del tre cortometraggi, per il concorso “Stagioni da tutelare”, in cui sono stati selezionati elaborati di massimo due minuti e realizzati solo con l’utilizzo dello smartphone. Durante la premiazione era presente il presidente del consiglio dell’Unione Montana dei comuni reggiani Aronne Ruffini, in rappresentanza del presidente Emanuele Ferrari, che ha fatto parte della giuria del concorso, insieme a Maria Grazia Palmieri, Davide Zanichelli, direttore della Fondazione Palazzo Magnani, Andrea Pulvirenti e Guglielmo Del Sante. Il riconoscimento, con un attestato e una gift card offerta da Naturasì, è stato assegnato in primis al migliore “brevissimo”, dal titolo “Il baluardo” e creato da Gaetano Ricciardelli. Il cortometraggio più poetico è stato quello di Ogdada Daiana Alessandra e Doulade Morad, studenti della scuola Mandela di Castelnovo ne’ Monti, che, tra le montagne del territorio locale, hanno realizzato il breve film “Cambiamento climatico, le quattro stagioni in Appennino di ieri e un’unica stagione di oggi”. Infine il premio al più originale è andato a Giovanni Manfredi, con “Mare e Monti di una winter seas-on”.

La rassegna di Reggio Emilia del Movievalley Fest 13esima edizione ha ricevuto il patrocinio del Comune di Reggio Emilia, della Provincia, del Comune di Castelnovo ne’ Monti, dell’Unione Montana dei Comuni dell’Appennino Reggiano e del Rotary Club Reggio Emilia, ed è stata supportata dal Comitato territoriale Iren di Reggio Emilia e Coopservice. Si ringrazia anche Naturasì di Reggio Emilia. L’evento è stato realizzato in collaborazione con Unimore, Unigreen, Bus74, Orchestra Dedicata e Ambasciata di Svezia.

 

Pietro Amendola